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LE MADRI DEL ‘46

È il 1946: il mondo prova a rimettersi in piedi. Torna la musica,
la pittura, il cinema, la moda, nasce l’era dei computer, ad Alba prende forma un dolce che
diventa leggendario…. e il 2 giugno arriva il referendum: per la prima volta le donne votano,
possono candidarsi, vengono elette e entrano in Parlamento.
Sono le Madri Costituenti.

Tre sono Piemontesi e anche grazie a loro nasce la democrazia e rinasce l’Italia.
Sara D’Amario racconta la Storia, le curiosità, la libertà e le peripezie delle donne che hanno
scritto l’Italia.

“Le Madri del ‘46” è un mosaico dove la grande Storia incontra la vita di tutti i giorni.
Il 1946 non è soltanto l’anno del referendum e della nascita della Repubblica: è un anno in
cui il mondo intero prova a ricominciare. Le città portano ancora i segni della guerra, ma
ovunque si riaccendono desideri, idee, suoni, immagini e invenzioni. Mentre la politica
ridisegna confini e poteri, la vita quotidiana torna lentamente a muoversi: si canta, si va al
cinema, si dipinge, si inventano macchine, si immaginano nuovi modi di stare al mondo.
Da questo scenario nasce un racconto vivace e ironico, che attraversa il 1946 come una
mappa piena di sorprese. Non solo politica, dunque, ma un viaggio tra arti, costume e
memoria: Édith Piaf canta La Vie en Rose, Verdi torna alla Scala con La
Traviata, Picasso dipinge “La gioia di vivere”, l’ENIAC annuncia l’era dei computer, il
cinema passa da Hitchcock al neorealismo italiano, Cannes inaugura il suo Festival e ad
Alba nasce il Giandujot, antenato goloso della Nutella.
Al centro del racconto c’è il 2 giugno 1946: il referendum istituzionale, la nascita della
Repubblica e il primo voto politico delle donne italiane. Una data che diventa gesto
concreto di libertà. Da lì emergono le figure delle Madri Costituenti, donne diverse per età,
provenienza, idee e percorsi, ma unite dalla volontà di contribuire alla costruzione di un
Paese nuovo.

Particolare attenzione è dedicata a tre protagoniste piemontesi: Rita Montagnana, Teresa
Noce e Angiola Minella. Le loro vite, attraversate da lavoro, Resistenza, esilio e impegno
pubblico, vengono restituite con un linguaggio capace di alternare emozione e leggerezza.
Uno spettacolo che mescola memoria, musica, comicità e immaginazione per parlare di
cittadinanza, diritti, arte e libertà. Una narrazione che fa sorridere, commuove e ricorda
che il futuro, a volte, comincia quando qualcuno trova finalmente il coraggio di entrare
dove prima non era previsto.

Data
17 Giu 2026
Expired!
Ora
21:00
Luogo
Torino Via Plana
Torino Via Plana
Via Plana 8/C