Spettacolo su SANTA CHIARA con Sara D’Amario, Fabio Otta e Borgatta’s Factory
Una narrazione teatrale dedicata a Chiara d’Assisi, giovane donna capace di scegliere il proprio destino con coraggio e radicalità. Sul palco Sara D’Amario, Fabio Otta e Borgatta’s Factory raccontano la sua storia attraverso parole, musica e teatro: la fuga da una vita già scritta, l’incontro con Francesco, la scelta di San Damiano, la nascita di una comunità femminile fondata sulla fede, sulla libertà e sulla condivisione. Non soltanto il ritratto di una santa, ma la storia viva di una donna che, ottocento anni fa, ebbe il coraggio di immaginare per sé una strada diversa.
Più di cinque secoli dopo Chiara, un’altra donna, Rosa Govone, immagina in Piemonte una comunità femminile capace di offrire alle giovani una possibilità diversa da quella che nascita e condizione sociale sembravano aver stabilito per loro.
Le Rosine non sono una comunità monastica di clausura: il progetto di Rosa Govone nasce con una vocazione operosa, formativa e aperta alla società. Se per Chiara la povertà diventa libertà dal possesso e affidamento alla Provvidenza, per Rosa Govone, in un contesto storico completamente diverso, l’autonomia passa anche attraverso il lavoro. A sintetizzarne l’idea è il motto che ancora oggi si legge sul portone dell’Istituto: «Vivrai dell’opera delle tue mani». L’Opificio delle Rosine arriverà infatti a sostenersi attraverso la produzione e la vendita dei manufatti realizzati nei propri laboratori.
Sono esperienze lontane nel tempo e profondamente diverse nella forma, e proprio per questo il loro incontro ideale è suggestivo: Chiara d’Assisi e Rosa Govone sono due donne che, in epoche nelle quali il destino femminile era in larga parte stabilito da altri, costruiscono intorno a sé comunità di donne e immaginano per loro una possibilità di vita nuova. Entrambe fanno della condivisione, della dignità e della capacità di vivere insieme il cuore di un progetto destinato a durare molto oltre la loro esistenza.
Per questo La Voce del Silenzio trova al Polo Artistico e Culturale Le Rosine una collocazione perfetta: una storia di donne accoglie un’altra storia di donne.